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Classifica 2026 dei gruppi concessionari italiani: sei hanno detto quanto fatturano

Autotorino, Eurocar, Intergea, Bossoni, Pasquarelli, Giacomel: i ricavi 2025 dichiarati, con fonte e perimetro. Cinque su sei comprano.

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Una Fiat 500 rossa nel salone di un concessionario Fiat del Polesine, con le sedi della rete scritte sul parabrezza
Foto: Pava, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

I ricavi 2025 dichiarati dai gruppi concessionari italiani

  1. 1Autotorino2.850
  2. 2Eurocar Italia2.234
  3. 3Intergeacirca 2.000
  4. 4Bossonicirca 1.200
  5. 5Pasquarelli Auto506,6
  6. 6Fratelli Giacomel478
In milioni di euro. Solo i gruppi che hanno reso pubblici i ricavi 2025 di gruppo. Autotorino comprende la sede di Varsavia; per Pasquarelli è il valore della produzione. Stessa scala su ogni riga. (Comunicati e interviste dei gruppi; Pasquarelli Auto, comunicato del 6 agosto 2026)

Chi cerca una classifica dei gruppi di concessionari italiani trova un ordine senza numeri. Quintegia rende pubblici i nomi dei primi cinque gruppi per fatturato ma non le cifre. La classifica europea di ICDP ha le cifre, ma si ferma al 2024 e di italiani ne conta due. I bilanci depositati in camera di commercio sono pubblici, ma sono bilanci di singole società: un gruppo che ne controlla venti non compare da nessuna parte come gruppo.

Abbiamo fatto la cosa più semplice: cercare, gruppo per gruppo, chi ha detto pubblicamente quanto ha fatturato nel 2025, e con quale perimetro. Il risultato è una classifica corta, e il fatto che sia corta è la prima notizia.

La classifica: sei gruppi hanno reso pubblici i ricavi 2025

Gruppo Ricavi 2025, mln € Il dato
1. Autotorino 2.850 dichiarato
2. Eurocar Italia 2.234 dichiarato
3. Intergea circa 2.000 dichiarato
4. Bossoni circa 1.200 stimato
5. Pasquarelli Auto 506,6 da bilancio
6. Fratelli Giacomel 478 dichiarato

Autotorino vende in sei regioni e a Varsavia ed è cresciuta del 5% sul 2024; Eurocar Italia, del gruppo Porsche Holding, è in nove regioni; Intergea in undici; Bossoni fra Lombardia ed Emilia, più 9%; Pasquarelli in Lazio, Abruzzo, Molise e Lombardia; Fratelli Giacomel in Lombardia, più 13%.

I sei numeri non sono dello stesso tipo, ed è giusto dirlo prima di confrontarli. Quello di Pasquarelli viene dal bilancio consolidato di una società quotata, ed è il valore della produzione. Quello di Bossoni è un consolidato stimato dal gruppo a dicembre 2025, prima di chiudere l'anno. Gli altri sono cifre comunicate dai gruppi: Autotorino a dicembre 2025, comprendendo la sede di Varsavia; Eurocar con i suoi vertici ad aprile 2026; Intergea nel comunicato sulle vendite 2025 («due miliardi di euro di fatturato»); Giacomel a giugno 2026. Per un ordine di grandezza bastano tutti. Per un multiplo no.

Sopra il miliardo ci sono quattro gruppi, poi il fatturato si dimezza

I primi quattro insieme fanno circa 8,3 miliardi. Il quinto che ha pubblicato il dato, Pasquarelli, è poco sopra il mezzo miliardo: meno della metà di Bossoni. Fra i due, nessun gruppo ha dichiarato i conti.

I quattro sono cresciuti in modi diversi. Autotorino, della famiglia Vanini, nella classifica ICDP del 2024 era 23° in Europa con 2,688 miliardi, e ha la prima sede all'estero a Varsavia. Eurocar Italia nel 2016 fatturava 128 milioni: i vertici dicono che la crescita è arrivata «quasi interamente per linee esterne», cioè comprando, e l'azienda è controllata al 100% da Porsche Holding, quindi da Volkswagen. Intergea è entrata nella classifica ICDP del 2024 al 36° posto con 1,78 miliardi. Bossoni, bresciano, nel gennaio 2024 prevedeva di «sfiorare il miliardo» dopo aver comprato Baiauto a Reggio Emilia, e per il 2025 stima 1,2 miliardi.

Due primati che si misurano in due modi

Intergea si dichiara prima in Italia per auto vendute nel 2025, con 72.845 vetture contate sul pubblico registro automobilistico, per 33 società controllate e partecipate, senza le tre acquisizioni più recenti. Autotorino dichiara 79.137 consegne in Italia, di cui 44.498 auto nuove e 34.869 usate.

Non si contraddicono per forza: una cifra viene dal registro, l'altra dalle consegne del gruppo, e i perimetri non coincidono. Ma è il motivo per cui una classifica dei concessionari, senza il perimetro scritto accanto a ogni cifra, è un elenco di affermazioni. Chi la usa per decidere qualcosa deve sapere che cosa sta contando.

Chi manca, e perché

Mancano gruppi grandi. Penske Automotive, americano, in Italia ha 29 sedi dopo aver comprato la concessionaria Ferrari di Modena nel luglio 2025, ma nella classifica ICDP le sue attività italiane stanno dentro quelle europee, e un dato 2025 per l'Italia non è pubblico. Le reti di vendita di proprietà dei costruttori, come quelle di BMW e di Stellantis, restano fuori per scelta: sono un canale della casa, non un'impresa che si può comprare.

E mancano soprattutto i gruppi familiari, che sono la maggioranza. Molti depositano un bilancio per ogni società e non pubblicano un consolidato, oppure lo depositano senza comunicarlo. Sommare i bilanci delle singole società di un gruppo dall'esterno vuol dire indovinare il perimetro, contare due volte le vendite fra società dello stesso gruppo e sbagliare i numeri di qualcuno che poi lo farà notare. Per questo qui non lo facciamo.

Cinque dei sei hanno comprato concessionarie fra il 2024 e il 2026

Chi rende pubblici i conti, in questo mercato, è quasi sempre chi compra.

  • Autotorino ha completato un'acquisizione a fine 2025 che le ha dato quattro sedi nel Cremonese.
  • Eurocar Italia ha integrato nel 2026 PWP, la società dei Centri Porsche di Firenze, Arezzo e Pescara.
  • Intergea nel 2025 ha preso il 51% di Denicar in Lombardia (ottobre), il 100% di Domina nelle Marche (novembre, attraverso la sub-holding Intergea Premium) e la maggioranza di AutoRigoldi a Milano, attraverso Mocautogroup.
  • Bossoni ha comprato Baiauto (gennaio 2024) e ha fuso cinque società in una sola, Bossoni, dal 2 gennaio 2026.
  • Pasquarelli Auto ha comprato il 67% di Sesto Autoveicoli (luglio 2025) e un ramo d'azienda di V.I.V.A. Brescia Diesel (agosto 2026).

Per Fratelli Giacomel non abbiamo trovato acquisizioni recenti: la crescita dichiarata viene dalle flotte aziendali, passate al 70% delle consegne nel primo trimestre 2026.

Non è una coincidenza. Un gruppo che compra ha bisogno che le banche lo finanzino, che i costruttori approvino il cambio di proprietà e che i venditori sappiano chi è. Un fatturato pubblico serve a tutte e tre le cose. Un gruppo che non compra non ha nessuna ragione per dire quanto fattura.

L'unico margine pubblico è il 2,5%, e i prezzi pagati sono bassi

Fra i sei, solo Pasquarelli pubblica il margine, perché è quotato su Euronext Growth Milan. Nel 2025 ha chiuso con un valore della produzione consolidato di 506,6 milioni e un EBITDA di 12,5 milioni: il 2,5%, secondo il nostro conto. Nel primo semestre 2026 i ricavi delle vendite sono stati 321 milioni, con un EBITDA di 8,7 milioni (2,7%) e un indebitamento finanziario netto salito a 122,4 milioni, da 97 a fine 2025.

Dentro quei 321 milioni ci sono 101 milioni di Sesto Autoveicoli. Per il 100% di Sesto Autoveicoli il corrispettivo complessivo è stato di 4,35 milioni di euro, diviso fra Pasquarelli (67%) e Autouno Group (33%). I debiti della società non sono noti, quindi non è un multiplo. È però l'ordine di grandezza: un'azienda che in sei mesi fattura cento milioni è passata di mano per meno di cinque milioni di capitale.

L'acquisto di agosto 2026 è ancora più chiaro. Pasquarelli ha pagato 1,5 milioni il ramo d'azienda di V.I.V.A. Brescia Diesel, con circa 7.000 metri quadrati a Caleppio di Settala, i mandati Jeep, Fiat, Peugeot, Citroën, Abarth e Fiat Professional, il personale e i contratti. Il prezzo, dice il comunicato, «è stato determinato in base al valore delle attività e delle passività» del ramo. Cioè sull'attivo netto, non su un multiplo dell'utile: per l'avviamento non è stato pagato niente, o quasi. È la stessa cosa che si vede altrove in Europa: l'avviamento di una concessionaria vale quanto il mandato del costruttore che lo regge, e su certi marchi vale poco.

Che cosa vuol dire per un titolare

Per chi possiede una concessionaria e pensa di vendere, questa classifica non è una graduatoria di prestigio. È una lista corta di compratori probabili, con il loro modo di comprare: Intergea in due delle tre operazioni del 2025 ha preso il 51% o la maggioranza e ha lasciato il resto ai soci di prima, Pasquarelli compra quote di controllo e rami d'azienda, Eurocar vende solo marchi del gruppo Volkswagen. Chi vende sa in anticipo con chi parlerà, e può prepararsi su quello. Quando il compratore lascia una quota al fondatore, il prezzo finale dipende spesso da quello che succede dopo il closing: è il terreno dell'earn-out.

Il mercato da cui comprano si restringe. Secondo il Dealer Network Study 2026 di Quintegia gli imprenditori concessionari in Italia sono 710, il 5% in meno di un anno fa e il 41% in meno del 2016. Lo stesso fenomeno visto dal lato della rete: le concessionarie non chiudono, passano di mano. Meno imprenditori, gruppi più grandi: chi vende tratta con controparti che hanno più scelta di prima.

Capire quale di questi gruppi pagherebbe di più per una certa azienda, e in che forma, è il lavoro che facciamo sul lato di chi vende.

Il metodo

In classifica entrano i gruppi che vendono auto al dettaglio in Italia e che hanno reso pubblici i ricavi 2025 di gruppo, con un comunicato, un bilancio o un'intervista dei vertici. Restano fuori le reti di vendita di proprietà dei costruttori e i dati di singole società presi da banche dati, che non dicono quanto è grande il gruppo. Ogni cifra porta il suo tipo: dichiarata, stimata o da bilancio. Aggiorneremo la classifica quando escono i bilanci 2026. Se un gruppo pubblica i suoi conti 2025, lo aggiungiamo.

Fonti: comunicati e dichiarazioni dei gruppi riportati da Automoto.it (19 dicembre 2025, 10 giugno 2026), Auto.it (17 febbraio 2026), L'Automobile ACI (1 aprile 2026), DealerLink (29 dicembre 2025), sito del Gruppo Intergea; Pasquarelli Auto, comunicato del 6 agosto 2026 e risultati semestrali (Teleborsa, 28 settembre 2026); Soldionline (8 luglio 2025); Giornale di Brescia (11 gennaio 2024); Motor1 (febbraio 2026); Penske Automotive Group, comunicato del 3 luglio 2025; ICDP, Top 50 European Dealer Groups 2024, pubblicato da Journal de l'Automobile; Quintegia, Dealer Network Study 2026.

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